Lo spreco delle organizzazioni secondo Gary Hamel

"lo spreco delle organizzazioni non si limita a quello in termini economici, ma anche a quello in termini di talento umano. Decreta l'inutilità del sistema tradizionale"
Gary Hamel
Esperto in management

I costi delle organizzazioni basate sul paradigma di predizione e controllo si aggirano sui 3.000 miliardi di dollari in USA, secondo Hamel, circa il 17% del PIL Statunitense.

Gary Hamel nel suo articolo, Excess Management Is Costing the U.S. $3 Trillion Per Year,  Harvard Business Review settembre 2016, è molto diretto.

Dopo aver constatato l’enorme efficienza, la capacità di innovazione, la maggiore produttività, la velocità di adattamento, gli elevati profitti, la potenzialità di crescita rapida ottenuta dalle aziende che hanno adottato il paradigma di autonomia condivisa, che hanno cioè spostato il potere decisionale dalla centralizzazione alla totale decentralizzazione e rinunciato all’illusione del controllo centralizzato, Hamel decreta l’inutilità, anzi la dannosità, del paradigma di predizione e controllo e di tutte le sovrastrutture burocratiche che esso comporta.

Hamel cita come esempi di aziende che hanno adottato il paradigma di autonomia condivisa Nucor, la più profittevole nel settore dell’acciaio, Svenska Handelsbanken, basata a Stoccolma con più di 800 filiali in Nord Europa e UK, la fabbrica di motori di jet di Durham (Nord Carolina) della General Electric, Valve, Morning Star, Gore e Sun Hydraulics di cui potete leggere la storia in Il quinto paradigma, Franco Angeli Editore.

Il paradigma di predizione e controllo focalizza le persone su cose sbagliate

Paradossalmente il sistema tradizionale basato sul controllo delle persone attraverso l’assegnazione di obiettivi e budget provoca come conseguenza che le persone fanno diventare il raggiungimento dei numeri richiesti lo scopo aziendale, perdendo di vista lo scopo iniziale per cui l’azienda ha iniziato la sua attività.

In pratica il sistema basato sul paradigma di predizione e controllo non fa altro che focalizzare le persone sulle cose sbagliate.

I manager e le persone finiscono per focalizzarsi su come sopravvivere e lo scopo diventa fare il piano industriale e realizzarlo. “L’ingenuità delle persone è ingaggiata a sopravvivere piuttosto che ad incrementare le performance: un tragico spreco di talento umano.” (Seddon) Un altro effetto del sistema basato sulla predizione e controllo è quello di aver costruito un sistema il cui scopo è il mantenimento del sistema stesso a discapito del buon funzionamento dell’azienda, dell’incremento di performance e della sua sostenibilità nel lungo periodo.

Infatti uno degli assunti del paradigma di predizione e controllo è che le persone debbano essere controllate e che l’efficienza prevale sulla libertà di azione. Il sistema di misurazione associato al paradigma di predizione e controllo non dice nulla a proposito di come il sistema lavora, perché basato sulla logica della gestione delle risorse.

Questa logica semplicemente crede che quando occorre incrementare le capacità diventa necessario assumere nuove risorse. Ma aggiungere risorse in un sistema pieno di sprechi non fa altro che peggiorare l’inefficienza. In un’organizzazione basata su predizione e controllo i costi crescono proporzionalmente alla variabilità della domanda del cliente.

“la burocrazia è la criptonite della produttività”
Gary Hamel
Esperto in management

Partendo dai numeri, secondo il U.S. Bureau of Labor Statistics ci sono in U.S.A. 23,8 milioni di managers, supervisori di primo livello e amministrativi che operavano nella forza lavoro nel 2014. In pratica un manager e un amministrativo ogni 4,7 impiegati. Complessivamente costituiscono il 17,6% di tutta la forza lavoro e ricevono circa il 30% delle paghe totali.

Secondo Hamel prendendo l’esempio dalle organizzazioni che lavorano secondo il paradigma di autonomia condivisa è possibile ridurre drasticamente il numero di managers e amministrativi liberando 12,5 milioni di individui che potrebbero contribuire a lavori più creativi e soprattutto più produttivi. Inoltre ci sarebbe dei risparmi indiretti eliminando tutti i processi burocratici di management decisamente a basso valore aggiunto, per non dire inutili.

Se si pensa che 111 milioni di lavoratori americani che non sono tra i managers, supervisori e amministratori, spendono all’incirca il 16% del loro tempo in attività di compliance interna (stima di uno studio Deloitte) e che metà di questo tempo è tempo perso, questo si traduce in una perdita secca annuale dell’equivalente di 8,9 milioni di lavoratori in termini di forza lavoro.

Lo scopo, secondo Hamel, è quello di reimpiegare 21,4 milioni di persone (12,5 milioni di manager e gli 8,9 di forza lavoro) in attività che creano valore, liberandole dalla paralisi delle procedure burocratiche in cui le ingabbia il paradigma di predizione e controllo. Questo porterebbe una crescita del PIL per lavoratore da 120.000 $ a 141.000 $ il che significherebbe una crescita del PIL di 3.000 miliardi all’anno.

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