fatturato aziende

Quante aziende sono capaci di crescere di almeno il 5% all’anno per dieci anni consecutivi?

Differenze tra organizzazioni che adoperano paradigmi diversi: questa ricerca si è posta come obiettivo di trovare aziende che sono capaci di crescere del 5% l’anno almeno.

 

 

crescere del 5%

Solo 10 aziende su 2.347 sono state capaci di una crescita costante di fatturato del almeno il 5% anno dopo anno, secondo la ricerca di Rita Gunther McGrath, della Columbia Business School, già citata in un altro mio articolo (Organizzazione Agile secondo McKinsey).

Le aziende selezionate avevano queste caratteristiche:

  • una capitalizzazione di almeno un miliardo di dollari,
  • una crescita costante nel tempo di almeno il 5% di fatturato anno dopo anno per 10 anni consecutivi.

La ricerca mirava a cercare crescite stabili e costanti.

Il risultato: solo 10 su 2.347 hanno avuto una crescita di fatturato costante di almeno il 5% per 10 anni consecutivo, e solo 5 di queste anche avuto anche una crescita costante di almeno il 5% di utili. La ricerca è stata condotta durante un periodo piuttosto turbolento che includeva la bolla speculativa delle dot-com, la tragedia del 9/11, la crisi finanziaria dei crediti legata ai mutui, l’introduzione dell’euro, la guerra in Iraq e Afghanistan, l’esplosione commerciale di internet, la recessione del 2008.

A questo punto i ricercatori si sono posti una domanda che viene naturale: questi dati suggeriscono che occorre cambiare i presupposti con cui gli analisti prevedono le performance aziendali, infatti i dati contraddicono le aspettative e le analisi di investitori e analisti. Ma per capirne di più la domanda è: che cosa hanno in comune queste aziende?

 

Iniziamo con quello che non hanno in comune con le altre.

Non corrispondono alle idee strategiche convenzionali sulla capacità di crescita delle aziende. Per esempio uno dei pensieri comuni è che la crescita sia correlata al settore industriale, tutte le dieci aziende appartengono a settori molto differenti tra loro, ma tutte hanno prestazioni superiore al settore di appartenenza. Inoltre ottengono risultati migliori in settori ad alta competizione e senza la protezione di brevetti o formule segrete.

Esiste poi l’idea diffusa secondo la quale più grandi sono le aziende più è difficile sostenere la crescita, ma anche questa idea è smentita. La più grande impiega 193,383 persone al 15 Gennaio2016, di cui il 35% sono donne, persone di 122 nazionalità differenti che lavorano in 32 paesi, mentre la più piccola più di 4.000. Così come vengono smentite le altre idee sulla crescita come economie emergenti, il rallentamento della crescita dovuto agli anni dell’azienda, alla globalizzazione, al cambiamento tecnologico e via dicendo.

Che cosa invece hanno in comune che le distingue dai loro competitors.

Queste 10 aziende fanno moltissima sperimentazione e innovazione in molti sensi: sperimentano nuovi modelli di business e nuovi mercati, sviluppano nuove tecnologie, aprono nuovi settori industriali. Per poterlo fare in tempi rapidi sono organizzazioni estremamente agili e adattive con continui riaggiustamenti di ruoli al loro interno. La loro capacità di ascolto del mercato permette loro di entrare in nuovi mercati più velocemente dei loro competitors attraverso piccoli investimenti iniziali e adattandosi alle opportunità. Queste aziende hanno investimenti diversificati ma correlati, quando un segmento di mercato sta appassendo, investono su un altro, anche attraverso acquisizioni per accrescere velocemente le competenze necessarie.

La loro capacità consiste nella velocità di assorbimento della nuova azienda acquisita grazie alla struttura organizzativa particolarmente agile che presenta processi che sostengono velocità e flessibilità. La loro attitudine è quella di favorire adattabilità piuttosto che l’efficienza centralizzata basata su economie di scala e budget, il che a volte comporta risultati non proprio perfetti. L’innovazione non è separata all’interno di chiusi laboratori di ricerca e sviluppo ma costruita all’interno delle operations quotidiane.

Queste aziende, secondo la ricerca, prestano particolare attenzione ai valori, alla norme culturali e all’allineamento strategico. Evitano disinvestimenti repentini e drammatici, semplicemente quanto una fonte di business si esaurisce la lasciano spegnersi gradualmente. Intanto la forte innovazione provvede a trovare altre opportunità di business sulle quali investire.

Queste aziende hanno un turn over particolarmente basso, crescono i responsabili al loro interno e lasciano le persone libere di adattarsi alle nuove situazioni allo stesso modo in cui colgono le nuove opportunità. Offrono molta formazione per supportare crescita, cambiamento e apprendimento di nuove competenze. I talenti possono muovere da un business in esaurimento ad un nuovo business nascente. Sono rari i manager che vengono dall’esterno quasi sempre crescono all’interno. Si avvalgono di scopi semplici, chiare e costanti nel tempo. Hanno una base cliente piuttosto stabile e fedele, grazie ai cambiamenti si adattano alle richieste del mercato velocemente fidelizzando la loro base clienti. Presentano valori trasparenti il che permette a chi ci lavora la confidenza necessaria per assumersi i rischi necessari alla sperimentazione.

Queste aziende presentano un elevato livello di stabilità, ma non dovuto alla fissità strutturale per la quale ogni cambiamento diventa lento e straziante, al contrario la stabilità è fornita dall’alta flessibilità. Il cambiamento è costante, evolutivo, fortemente adattivo e soprattutto rapido.

 

La ricerca ci dice però poco di quali siano effettivamente metodi e strumenti utilizzati, sembrano a tutti gli effetti aziende che lavorano secondo il paradigma di autonomia condivisa. Qui sono elencati Le 18 pratiche di Agile Transformation by McKinsey

 

 

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