I 5 più 1 vantaggi della riorganizzazione aziendale Agile

Le riorganizzazioni aziendali convenzionali non rispondono più ai bisogni odierni delle organizzazioni. A dimostrazione di questo ci sono varie ricerche che dimostrano che i risultati di queste trasformazioni sono scadenti. Secondo uno studio di McKinsey più del 70% delle trasformazioni aziendali falliscono.

Visto che con il sistema convenzionale non si sono ottenuti i risultati sperati, molte organizzazioni hanno deciso di intraprendere il percorso della riorganizzazione aziendale Agile.

Hanno deciso di farlo perché presenta numerosi vantaggi. Vediamoli qui di seguito.

 

I vantaggi principali

1) Costi e rischi limitati

Una riorganizzazione aziendale Agile inizia con la sperimentazione pilota che limita enormemente i costi ed i rischi poiché coinvolge un numero limitato di attori la cui libertà di azione, all’interno dei parametri stabiliti di comune accordo, ha un impatto circoscritto sulla struttura organizzativa e per un periodo di tempo determinato. In genere un progetto pilota non dura più di sei mesi.

 

2) Crea il proprio modello

Durante il progetto pilota il team, con il supporto periodico di un Agile Coach esterno, introduce varie metodologie Agile e le sperimenta. Sperimentandole adatta quelle metodologie alle proprie modalità operative e alla peculiarità della struttura organizzativa apprendendo come forgiarle alla propria realtà.

Questo è anche il motivo per cui le metodologie Agile continuano a proliferare.

Infatti le organizzazioni che compiono una trasformazione Agile adattano le metodologie alla propria realtà creandone di nuove che poi offre alla comunità.

Se si parte da un Mindset Agile si crea un proprio modello operativo adattando delle metodologie esistenti e si evita il “copia e incolla”, che sappiamo dalle varie esperienze che funziona poco e male.

 

3) Indipendenza nella riorganizzazione

L’Agile Coach esterno supporta l’azienda nel suo viaggio di riorganizzazione.

Ma a differenza dell’approccio classico consulenziale, l’Agile Coach ha come scopo di rendere autonomi i team e l’organizzazione.

Più si va avanti nella sperimentazione, meno l’Agile Coach esterno interverrà.

Infatti grazie al periodo di sperimentazione del progetto pilota, il team impara come implementare Agile nella propria realtà operativa e nella propria struttura organizzativa e questo apprendimento è esattamente ciò di cui ha bisogno l’organizzazione per fare scale up e portare Agile in tutta l’organizzazione.

A questo punto è opportuno formare Agile Coach interni che diventano il cuore della trasformazione Agile, seguiti periodicamente da un Agile Coach esterno che li supporta nelle fasi di implementazione e nel dissolvere gli impedimenti.

 

4) Misurazione costante del valore e disciplina

É importante sottolineare che Agile non è anarchia e mancanza di controllo. Al contrario Agile è disciplina e misurazione costante dei risultati.

L’organizzazione, con il supporto dell’Agile Coach, sceglierà durante le fasi iniziali della riorganizzazione aziendale, quale filiera di processi vuole integrare per produrre valore al cliente finale trasformandoli in un flusso che accorcia i tempi di attraversamento e, in base alla definizione di quel valore, decidere quale metriche di misurazioni reali è opportuno misurare.

Dai risultati delle metriche poi si baseranno le decisioni per i miglioramenti nelle iterazioni successive.

É fondamentale che il team sia altamente motivato e quindi che sia messo nelle condizioni di poter misurare e prendere decisioni in maniera indipendente.

 

5) Pluralità simultanee di sperimentazioni pilota

Un’azienda sufficientemente grande può attivare più sperimentazioni pilota che coinvolgono filiere di processi differenti, trasversali a funzioni e dipartimenti.

Questo permette di creare dei punti di incontro in cui i rappresentanti dei vari team scambiano tra di loro gli apprendimenti delle loro sperimentazioni nutrendo quella cross-impollinazione di idee e conoscenze che generano innovazione e accelerano il miglioramento organizzativo.

La riorganizzazione aziendale Agile non si configura come un progetto di change management waterfall che prevede che la trasformazione sia imposta dall’alto, con i suoi obiettivi, il budget, le persone da allocare e le tempistiche.

Non ci sono dei milestone prestabiliti da rispettare e non serve aspettare la fine del progetto per comprendere se la trasformazione è stata un successo o meno.

In primis perché la riorganizzazione aziendale agile non è un riorientamento verso un obiettivo, ma un viaggio di trasformazione e quindi non c’è mai una fine predeterminata, infatti l’architettura dell’organizzazione emerge dal modello operativo che si viene creando.

Inoltre una sperimentazione si basa su metriche di misurazione costante che forniscono feedback continui di andamento di sperimentazione e di performance che permettono un costante adattamento  verso risultati migliori, cosa impossibile da fare se il percorso è tracciato in base a milestone preimpostati e piani predeterminati.

Infine l’accordo iniziale prevede che se si dovessero incontrare impedimenti organizzativi insormontabili la sperimentazione può venire sospesa in qualsiasi momento senza dover coprire il costo complessivo preventivato inizialmente, ovvero il costo è correlato all’effettivo utilizzo del Agile Coach esterno.

Questo approccio permette quindi di interrompere in ogni momento la riorganizzazione.

Per decidere se iniziare con una riorganizzazione aziendale Agile e avere consigli su come affrontarlo puoi richiedere una consulenza. Oppure approfondisci tutto quello che c'è da sapere sui 10 errori da non fare quando si svolge una riorganizzazione aziendale Agile.

 

Pubblicato da Luca Siniscalco il 25 novembre 2021
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